Design Funzione Arte, la mostra ideata da Alessandro Corina

9 Aprile 2022

Si è aperto con una tavola rotonda introduttiva sul tema della mostra l’evento “Design, funzione, arte” ideato dal designer grossetano Alessandro Corina e realizzato in collaborazione con il Comune di Grosseto, la Fondazione Grosseto Cultura, la Fondazione Polo universitario grossetano e il Polo culturale “Le Clarisse”. Proprio nell’ex chiesa dei Bigi e nel complesso che gli è accanto sono ospitati percorsi espositivi in cui i tre elementi design, funzione e arte si rivelano come sfumature di un’unica identità: l’evoluzione del bene comune. È dunque possibile ammirare il processo di realizzazione di alcuni capi realizzati da Rrd – Roberto Ricci Designs, con la collezione Terzilio, mentre al piano superiore del museo – grazie all’associazione Classic Devices Club – i visitatori potranno ripercorrere le tappe fondamentali della storia dei computer, dagli anni 70 agli inizi del Duemila con cinque macchine iconiche, tra Commodore e Apple, ognuna corredata di tutte le informazioni utili a comprendere l’evoluzione della tecnologia. Sempre al piano superiore, le opere digitali di Giuseppe Lo Schiavo: Orgasmica, Robotica, Technogenica. La tavola rotonda che ha aperto l’evento ha visto la partecipazione di Serena Tabacchi (direttrice MoCDA-Museum of contemporary digital art, Londra), Giuseppe Lo Schiavo (artista digitale), Giacomo Nicolella Maschietti (giornalista), Massimo Bonucchi (Classic Devices Club), Roberto Bardini (amministratore delegato di RRD), Fabio Becherini (direttore generale Banca Tema) e Guido Delmirani (presidente Tiemme).

“Apriamo il primo evento ‘Design, funzione, arte’ – ha detto Alessandro Corina – e ringrazio tutti coloro che lo hanno reso possibile a cominciare dai relatori, tutti nomi di primissimo piano nel campo del design e del mondo del digitale. A Design, funzione, arte i visitatori avranno proprio l’opportunità di percorrere l’evoluzione dell’ingegno, una strada misteriosa e affascinante, e di esplorare il confine tra un evento fisico e la sua possibile traduzione digitale. Spero che questo progetto piaccia a molti, così come è piaciuto a me e agli ospiti della tavola rotonda.”

Fonte: La Nazione